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Incontro con la Corte Costituzionale

Il primo Presidente della Corte Costituzionale Enrico De Nicola, nell’ udienza inaugurale del 23 aprile 1956, tenutasi nel palazzo della Consulta, disse che la nostra Costituzione è poco conosciuta…Essa dovrebbe essere più divulgata tra tutti gli italiani: vi provveda chi ne ha facoltà e senza indugio, perché “troppo tardi” sono due parole funeste non solo per i singoli ma anche per i popoli.  Queste parole sono state ricordate non solo lo scorso anno ma anche il 25 febbraio 2010 quando l’attuale Presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante ha incontrato la stampa. La Costituzione della Repubblica Italiana e la Corte Costituzionale risultano essere le meno conosciute,tra i cittadini, nonostante che il lavoro fatto per la loro diffusione sia stato molto e venga continuamente effettuato. L’importante attività lavorativa della Corte si svolge nel pieno rispetto reciproco tra tutte le Istituzioni. E’ importante informare e promuovere la cultura della giustizia costituzionale che è la garante anche dei principi e della modalità di tutela nell’interesse sia del singolo che dei cittadini tutti. Come per le altre Istituzioni anche i tempi della Corte sono simili e variano in funzione della materia, dei rapporti e delle regole sui quali la statuizione incide. I diritti fondamentali hanno radici lontane e profonde che devono tenere il passo con i tempi senza perdere, per questo, i contenuti essenziali. La sovranità, che da tempo appartiene al popolo, va esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quella che fu definita “una bizzarria” – 15 persone non elette tutte dal popolo, costituenti la Corte Costituzionale, con il potere di annullare leggi emanate dal Parlamento -  è una realtà consolidata da oltre 50 anni e presente, oltre che in Italia, in quasi tutti gli Stati europei ed in molti Paesi extra-europei. Con la legge costituzionale del 4 febbraio 2008 la Francia ha introdotto il controllo successivo sulle leggi promulgate che, antecedentemente a questa data, era limitato al solo controllo preventivo. Secondo una dottrina francese si attribuisce ai giudici costituzionali la qualità di rappresentanti di un popolo trascendente. Il Regno Unito si è dotato di una Corte Suprema di Giustizia, non una vera e propria Corte Costituzionale , che ha  il compito di risolvere gli eventuali conflitti tra le parti del Regno Unito  oltre alla possibilità di poter interferire nelle decisioni della Camera dei Lords. Si va facendo sempre più forte la necessità di mantenere l’equilibrio dei poteri tramite organismi giuridici e non politici perché le decisioni che vengono prese non siano né diventino lievito di discordie civili come già preannunciato dai Padri costituenti.  In Italia, la Corte Costituzionale, è l’organo di garanzia come più volte dichiarato dai Presidenti della Repubblica. Il maggior lavoro svolto dai Giudici costituzionali riguarda i ricorsi in via principale  cioè i ricorsi dello Stato contro le leggi delle Regioni e delle Province autonome o di queste contro le leggi statali. La Corte deve pertanto intervenire per ristabilire i confini delle rispettive competenze legislative. Sono aumentate le sentenze che si devono occupare di questioni di legittimità costituzionale. Risultano diminuiti i ricorsi per conflitto tra i poteri dello Stato e tra i vari Enti. Il Presidente Amirante ha ricordato anche l’importanza della libertà di stampa e del diritto di informazione, presupposto di ogni libertà e, quindi, della democrazia, che permettono ad ognuno di vivere e lavorare con serenità. Moltissime sono state le sentenze emesse dalla Corte lo scorso anno; tra queste sono da ricordare la n.275 a garanzia della  parità delle lavoratrici donne; la n.151 a tutela della procreazione medicalmente assistita; la n.253 sul consenso informato in tema di salute, la n. 179 sulla potestà genitoriale che tutela anche i minori; la n.106 ha respinto i ricorsi proposti da autorità giudiziarie contro provvedimenti che avevano apposto il segreto di Stato agli atti concernenti il sequestro di un cittadino straniero. Le sentenze n. 239 e n. 311 hanno aumentato l’importanza, per il nostro ordinamento, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Sempre più importante è, infatti, il ruolo delle Corti sovranazionali come ad esempio Le Corti di Lussemburgo e di Strasburgo. Per fortuna diventano via via più frequenti gli incontri ed i rapporti con le Corti di altri Stati per il mantenimento dei Diritti Fondamentali e degli equilibri giuridici fra i singoli ed i popoli. A distanza di secoli vale più che mai quello che diceva Demostene: fare le leggi è nulla, applicarle bene è tutto.

                                                                                                                                        Patrizia  Ravagnan