| “J’accuse” di Gabriele Ratini |
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IL MINSTRO SANDRO BONDI “IN TUTT’ ALTRE FACCENDE AFFACCENDATO” NON RISPONDE ALLA INTERROGAZIONE SUL CASO POLLUCE E’ da qualche tempo che il Ministro dei Beni Colturali, Sandro Bondi, si lamenta sui giornali ospiti che l’altra parte della stampa sembra aver congiurato contro la sua persona. Le accuse che lo coinvolgono riguardano vari episodi riportati, ora sul Corriere della Sera , ora su Libero ed anche su La Stampa. Non solo egli si tira indietro, proclamandosi completamente estraneo ai fatti, ma contesta anche il fango che gli verrebbe lanciato senza alcuna prova, sottoponendolo ad una sorta di linciaggio morale prima ancora di qualsivoglia procedimento formale nei suoi confronti. Tale ostile atteggiamento della stampa arrivava fino ad insinuare che il suo nome sarebbe stato incluso addirittura in un inchiesta di movimenti bancari transitati per una filiale di Unicredit in Lussemburgo; oltre a questo, si parlava del coinvolgimento in storie relative al suo stesso Dicastero, come la nomina del direttore degli Uffizi di Firenze di cui egli si sorprendeva perché non ne sapeva niente, non c’ era, si fa per dire, e se c’ era …si stava occupando d’ altro.
Qualche mese fa, è stata presentata allo stesso Ministro una interrogazione parlamentare che lo riguardava, in qualità di titolare del Dicastero dei Beni Culturali, circa le vicissitudini del trafugamento del tesoro dal relitto del piroscafo “Polluce”; ossia gli venivano ancora chieste notizie sulle responsabilità di alcuni funzionari della Soprintendenza di Firenze circa il clamoroso e beffardo furto avvenuto nelle acque antistanti l’Isola d’Elba di un tesoro di gioielli e preziosi dalle stive di questa martoriata nave il cui inventario, secondo una stima approssimata, si avvicinava a ben mille miliardi delle vecchie lire . Il Ministro aveva risposto, ad una predecente interrogazione sullo stesso argomento, che erano da escludersi errori della Soprintendenza per quanto accaduto, poiché le autorizzazioni (questo è il senso) al recupero del carico e della nave, sarebbero state rilasciate senza alcuna leggerezza, ossia regolarmente. Nella successiva interrogazione, presentata all’ inizio dello scorso aprile, questa volta dal Sen. Roberto Mura della LNP unitamente al Sen. Elio Lannutti dell’ IDV, nonché Presidente della ADUSBEF, venivano richieste notizie che il Ministro non aveva ancora dato sulle responsabilità patrimoniali dei funzionari. Questi, infatti, travisando il nome di un’ altra nave affondata con il Polluce, avevano rilasciato l’ autorizzazione al recupero dal sito subacqueo, ad una banda di predatori inglesi. Veniva, altresì, richiesta cognizione di un atipico, quanto irregolare, contratto di sponsorizzazione della Soprintendenza di Firenze; contratto stipulato nel 2005 con una ditta non specializzata in archeologia subacquea, in cambio di controprestazioni contrarie alla legge per una Pubblica Amministrazione, circa il reperimento dei preziosi ancora giacenti sul fondo del mare e di altri già restituiti all’ Italia dall’Inghilterra nel 2003. Il recupero subacqueo in tali condizioni si rivelerà un “buco nell’ acqua” a causa del sofferto recupero di appena una frazione del 1% del carico inventariato. Tra le richieste dell’ interrogazione vi era anche quella della nomina di una Commissione Parlamentare di inchiesta per far capire agli italiani, soprattutto a quelli che pagano la tasse, dove si trovasse il resto del carico dei preziosi e chi fossero gli introvabili responsabili della P.A. che avevano reso possibile questo enorme delitto patrimoniale perpetrato a danno del nostro Paese e che fine avessero fatto i centomila Euro dati dal Sindaco di Porto Azzurro. Il Ministro Bondi a tutt’oggi non risulta abbia risposto. Con gli altri problemi che la stampa ha sollevato, per dirla col suo corregionale poeta Giuseppe Giusti: “Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco per que’ pochi scherzucci di dozzina… Che fa il nesci, Eccellenza? o non l'ha letto? Ah, intendo; il suo cervel, Dio lo riposi, in tutt'altre faccende affaccendato, a questa roba è morto e sotterrato”. Presentare alla soprintendenza di Firenze le stesse domande sarebbe come chiedere al pescivendolo se è fresco il pesce che vende. Ci dica il Ministro almeno a chi dovrà esser presentato il conto.
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