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Economia
L’economia per tutti: istruzioni per l’uso

L’economista Pierluigi Paoletti offre la diagnosi e la cura per l’attuale crisi economica e sociale

a cura di Raffaella Rosa

“Vi è mai capitato di sentirvi inadeguati in questo sistema? Di dover tenere comportamenti che contrastano con il vostro essere? Comportamenti a cui è difficilissimo opporsi perché c’è una forza invisibile che ve lo impone? E quando magari trovate la forza per ribellarvi automaticamente vi trovate ai margini della società perché siete una minoranza?”.

A cogliere lo stato d’animo e il senso di disagio di un numero sempre maggiore di persone è Pierluigi Paoletti, economista e presidente nazionale di Arcipelago SCEC. Dopo aver lavorato per molti anni nel mondo finanziario, scoprendo i reali meccanismi alla base di espansioni, crisi economiche e boom di borsa, Paoletti ha cambiato radicalmente la sua vita mettendosi a disposizione della consapevolezza e offrendo tutta la sua esperienza e competenza con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti.

A tal fine ha realizzato l’e-book “L’economia per tutti: istruzioni per l’uso” che è possibile scaricare gratuitamente dal sito www.scecservice.org. Un piccolo contributo che vuole offrire una chiave di lettura ai difficili momenti che le persone comuni stanno vivendo a causa della crisi economica che immancabilmente si ripercuote nei rapporti familiari e nella comunità sociale.

Secondo l’autore, conoscere le regole del gioco economico, che spiega con un linguaggio semplice ed accessibile anche ai non addetti ai lavori, porta a inquadrare bene il problema e a individuare delle soluzioni al fine di abbandonare questa corsa spasmodica al profitto per ritornare alla semplicità ed al buon senso che vede l’economia ed il denaro come semplici strumenti per il ben-essere del genere umano.


La diagnosi. Paoletti inizia con la diagnosi: “Ci troviamo in una condizione di estrema dipendenza e debolezza che porta intere popolazioni ad essere alla mercè di enti sovranazionali e di strutture che non hanno al centro l’uomo, ma la sopraffazione ed il profitto. Un mondo sfruttato e inquinato fino all’inverosimile che ha perso il buon senso e le sue radici a causa dell’irrazionalità del sistema che alcuni uomini hanno creato. Probabilmente siamo prossimi al fondo del degrado che verrà toccato con la fine di questa crisi economica che durerà ancora per qualche anno e che porterà cambiamenti che ancora stentiamo ad immaginare, ma a cui è necessario prepararsi ricostruendo quanto è stato oggi distrutto”.

Lo stato delle cose. “Il sistema odierno - prosegue Paoletti - si fonda sullo squilibrio che viene sapientemente creato e mantenuto con cura maniacale per essere sfruttato al momento giusto, per approvvigionarsi di materie prime e sfruttare manodopera a basso costo per avere sempre una produzione a costi inferiori. Lo schema classico è produrre a poco e vendere a tanto sfruttando gli squilibri”. Secondo il presidente di Arcipelago Scec, è così che si spiega il miliardo e duecento milioni di persone che soffrono ancora la fame, e che sono aumentate del 9% solo nell’ultimo anno. Ma la verità è che siamo in possesso di tecnologia e ricchezza sufficiente per dare benessere e alimentare  tutta la popolazione mondiale.

Il debito infinito. “Lo strumento usato per creare questi necessari squilibri  è il debito infinito. Uno strumento che getta l’intera umanità dentro l’incantesimo della scarsità, facendola confrontare ogni giorno con le sue più profonde paure e fragilità, trasformando quello che potrebbe essere un paradiso in un inferno e, soprattutto, riducendola in schiavitù; una schiavitù moderna senza sbarre o costrizioni fisiche, ma forse per questo più dolorosa e difficilissima da smascherare”.


Il denaro. Secondo Paoletti, l’attore principale di questo dramma è il denaro e noi siamo le vittime designate. “Contrariamente a quello che dovrebbe essere, ovvero uno strumento che agevola gli scambi, il denaro è considerato una merce il cui prezzo è il tasso di interesse. Una merce, lo sanno tutti, deve essere scarsa per avere una domanda sempre elevata ed avere così un costo elevato ed è proprio quello che accade al denaro che è reso artificialmente scarso per alzare il suo prezzo, ovvero i tassi di interesse. Quando la domanda cala ed è sempre perchè il debito diventa insostenibile, anche il suo prezzo - il tasso di interesse - cala per renderlo più appetibile, ma il risultato è sempre quella sensazione di affanno e di scarsità che è necessaria per la sopraffazione del genere umano, mentre il creditore continua incessantemente a succhiare energia vitale dall’intera umanità”.


La competizione. “La vita di ognuno è diventata una continua rincorsa per reperire con sempre più fatica la nostra dose di interessi e questo comporta una rinuncia continua a pezzi importanti del nostro essere. Niente più tempo libero, letture rigeneranti, affetti sempre più trascurati e bambini che sono diventati un lusso che crescono con estranei e apparecchiature elettroniche, tv, giochi, cuffiette ecc.; si vede l’altro come un nemico che è pronto a toglierti il denaro necessario per gli interessi e la vita è diventata una continua ed esasperante lotta per la sopravvivenza. Insomma non è un’esagerazione se diciamo che ci hanno rubato l’anima!”.

Le sovranità perdute. L’analisi di Paoletti evidenzia quelle che sono le sovranità perdute (monetaria, politica, territoriale, alimentare e della salute) le quali, nonostante siano richiamate nella nostra Costituzione, “ci sono state sottratte con l’inganno dai vari trattati internazionali e accordi, spesso segreti”.


Sradicare le dipendenze. Una situazione complessa, dalla quale però, secondo il presidente di Arcipelago Scec, è possibile uscire. “Nell’opera di ricostruzione è necessario ripartire innanzitutto da noi stessi, cercando di lavorare su tutte quelle dipendenze, anche psicologiche, che si sono stratificate nel corso del tempo e che ci legano ancora in modo profondo al sistema che inevitabilmente e velocemente sta raggiungendo il suo capolinea. Oltre alle dipendenze materiali, comunque importanti, meritano particolare attenzione tutti quegli atteggiamenti ingenerati dal sistema del debito infinito che condizionano pesantemente i nostri rapporti con l’altro. Una sorta di ecologia della mente che ci prepara ad affrontare con un diverso spirito i rapporti interpersonali”.

 

Pierluigi Paoletti per molti anni ha lavorato nel mondo finanziario fino a quando non ha scoperto i meccanismi alla base di espansioni e crisi economiche, dei boom di borsa e i reali interessi che muovono l’attuale sistema. Nel 2002 crea il sito www.centrofondi.it dove è possibile trovare report gratuiti sull’economia e sui mercati finanziari. Dal 2008 si occupa di progettare e costruire un mondo diverso dove l’essere umano e la natura tornino ad essere al centro. Contribuisce a costruire la rete di Arcipelago SCEC e a ricostruire comunità sociali ed economiche con progetti di economia solidale. Nel 2011 è fra gli ideatori e fondatori di NOInet e fa parte di Sargo.

“Mi piace la vita, ma non temo la morte e cerco di rendere migliore questo mondo consapevole che, come è scritto su tutti gli SCEC, non venderò mai la mia libertà per tutto l’oro del mondo”.

 
Italia: cresce l'occupazione straniera

ROMA - Secondo i dati forniti dal Censis, l'Italia è il fanalino di coda in Europa per quanto riguarda l'occupazione dei giovani laureati. Il tasso di occupazione dei laureati italiani è del 76,6% contro una media europea dell'82,3%.

La crisi ha colpito il mercato del lavoro in maniera difforme, colpendo soprattutto i giovani vittime, peraltro di un calo demografico senza precedenti. Difatti, la popolazione di età compresa fra i 15-34 anni si è ridotta nell’ultimo triennio di circa 514.000 unità. Per questa fascia di età, tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati è diminuito di 980mila unità, e tra i soli italiani le perdite sono state pari a oltre 1.160.000 occupati. Più contenuto l'impatto tra i 35-44enni: 100mila posti di lavoro in meno, per un calo dell’1,4%.

A sorpresa cresce l'occupazione per le generazioni più mature (+7,2% i 45-54enni e + 12,9% i 55-64enni). In crescita del 38,5% anche l’occupazione straniera (di cui 200 mila unità solo nell’ultimo anno). L'occupazione italiana ha invece segnato una perdita di quasi un milione di posti di lavoro (di cui 335 mila nell’ultimo anno).

 

 
OSSERVANDO IL CONVEGNO “E’ donna il futuro dell’economia e della Finanza. Alla scoperta delle opportunità femminili nel mondo finanziario globale”.

Nella Sala delle Colonne in via Poli n.19, a Roma, si è svolto il 20 ottobre c.m. il convegno  su donne e finanza organizzato dall’ONPS (Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza), dal Movimento Femminile DC e dal CSPI ( Centro Studi  Parlamentare internazionale).

L’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza (ONPS) si dedica da otto anni all’analisi, ricerca, studio ed elaborazione di progetti su tematiche sociali concernenti la sicurezza, intesa nella sua accezione più ampia di security e safety. È un fattivo e incessante laboratorio d'idee al servizio dei cittadini e delle istituzioni pubbliche e private, centrali e periferiche, ai quali offre un contributo propositivo per la realizzazione di una società che possa prosperare nella pacifica convivenza, nella legalità, giustizia e sicurezza. In buona sostanza si tratta di vedere il fatto come sintomo e proporre cure per combattere la malattia e analizzare l’evento collegandolo alle intime ragioni.  Il tema della sicurezza, nelle sue molteplici e multiformi sfaccettature, abbraccia per intero la vita dell’uomo, sia nei grandi che nei piccoli momenti quotidiani.Se la sicurezza significa anche serenità e tranquillità di vita, godimento pieno dei diritti e rispetto scrupoloso dei doveri, sviluppo equilibrato e solidale, integrazione e condivisione, è tutta una cultura, del singolo e della collettività che deve crescere su questo tema.

Il"Centro Studi Parlamentare Internazionale" è un organizzazione che promuove il continuo monitoraggio delle attività parlamentari e studi interdisciplinari in relazione alla politica, all’economia, alle scienze, alla cultura, e a tutte le materie che possano formare oggetto di lavori parlamentari. Pertanto il fine principale è quello di promuovere iniziative legislative nei consessi istituzionali locali, internazionali, ed europei al fine di rinnovare le istituzioni, modernizzare le strutture politiche, sociali ed economiche del paese e creare migliori condizioni di competitività, sviluppo e solidarietà, raccogliendo le istanze dei cittadini tutti, nessuno escluso, attraverso ogni mezzo di comunicazione, partendo da Internet – sito web principale: www.centrostudiparlamentari.info - , e mediante i social network , tra i quali la parte da leone la fa l’arcinoto Facebook, dove è attivo il forum di discussione e di raccolta di proposte, e l’istituzione di “Centri di Ascolto” territoriali. Al fine di consentire al cittadino di diventare “Deputato di se stesso” e far si che i Parlamentari eletti siano reali “portavoce dei bisogni dei cittadini” consentendo così al cittadino di essere “Rappresentato” e non solo “governato”.

Graziella Duca Arcuri, delegata nazionale del Movimento Femminile DC, nel Convegno Nazionale “Incontroverso”del 19 dicembre scorso ha detto tra l’altro che:…. Solo con il contributo fattivo e determinante della Donna, della sua azione responsabile e partecipativa, la Democrazia Cristiana potrà sostenere un ruolo attivo nella formazione delle scelte dell’Italia per il prossimo futuro”….– ha proseguito – la Donna vuole oggi agire per conservare una democrazia aperta alla soluzione dei problemi sociali, nel processo storico di movimento dello Stato, considerando soprattutto le esigenze delle masse popolari in genere, …… non esiste un riconoscimento del valore femminile nel mondo del mercato del lavoro; a tutto ciò dobbiamo aggiungere….. deficienze che penalizzano ovviamente l’impegno femminile.

L’incontro è stato aperto dalla presidente dell’ONPS che, dopo numerosi ringraziamenti, ha dato il via alla sfilata degli interventi tutti più o meno mirati a raccontare “come stanno le cose in quanto tali”senza peraltro approfondire le cause della situazione attuale, sia in Italia che nel mondo, senza dare una soluzione atta a migliorare o a cambiare il permanere dello stato di crisi. Si è detto che la gestione economico-finanziaria è stata troppo maschile riconoscendo che la causa della grave situazione tuttora esistente è “Anche per l’avidità dei managers” – fonte Corriere della Sera, 13ottobre 2010, articolo di Sacchi Maria Silvia, rassegna stampa ONPS,a cura di Maria Rosaria Del Pennino. Si è ricordata la presenza fondamentale della donna nella famiglia e la famiglia come primo nucleo fondamentale della società. Si è ricordata la situazione economico-finanziaria positiva dei paesi del nord-Europa dove la presenza lavorativa femminile è elevata così come è minore la presenza numerica dei partiti rispetto al nostro paese, ma questa osservazione non mi sembra sia stata fatta.. Nonostante l’impegno, le missions, e le valide persone che hanno preparato il convegno, secondo me è mancata la scoperta delle opportunità femminili nel mondo finanziario globale, che doveva essere uno dei cuori dell’incontro, la soluzione dei problemi evidenziati; c’è stata poca dialettica tra i relatori ed il pubblico presente in sala , è mancata una tavola rotonda con delle conclusioni finali che non fossero solo un sintetico riassunto degli interventi. Per i prossimi incontri che verranno fatti,  servirà  una partecipazione finalizzata alla soluzione dei problemi reali e per uscire da questi incontri con progetti operativi. La bella e corposa rassegna stampa,consegnata ai partecipanti, letta con molta attenzione, è, una buona base di partenza Penso  che il futuro non” è donna” ma “CON la donna”, complementare dell’uomo, per collaborare, invece che alternarsi ciclicamente, in tutti i possibili settori dell’attività umana, senza trascurare il mondo degli affetti,i figli, i genitori, il tempo libero ecc. Non si può del resto ricordare la donna solo quando ci sono problemi da sistemare escludendola a priori dalla” quotidianità decisionale” né si può continuare a far lavorare tutti, uomini e donne per la politica, in quanto dovrebbe essere il contrario visto quanto è successo finora in Italia dove, per l’interesse di pochi ma bravi” maschi d’affari”, siamo, da tempo, alle ultime posizioni mondiali per i risultati ed alle primissime per i costi.

Patrizia Ravagnan                                                                                                                  22 ottobre 2010

 

 
SUD: PISANU (PDL), TREMONTI VADA A VERDERSI I CONTI DI 10 ANNI

3 lug. 2010 - Il senatore Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione Antimafia, replica agli attacchi del ministro dell'Economia Tremonti alle Regioni e agli Enti del sud per il mancato utilizzo dei fondi europei. "Insulti a parte, Tremonti ha ragione, ma solo a meta' - spiega Pisanu - Vada a guardarsi l'andamento negli ultimi 10 anni della cosiddetta spesa allargata per lo sviluppo e vedra' che nel centro nord d'Italia essa e' stata costantemente superiore, e di molto, a quella destinata al Mezzogiorno e alle isole". "In altri grandi Paesi europei ad economia duale, come per esempio la Germania, e' avvenuto esattamente il contrario e la distanza tra regioni forti e regioni deboli si e' ridotta notevolmente, a vantaggio dell'intera economia e dell'unita' nazionale. Il merito - conclude Pisanu - e' certamente del buon impiego dei fondi europei e ancor di piu' della politica economica adottata da quei Paesi".

AGI - Nic

 
Sud/ De Girolamo (Pdl): Sarà cambiato dallo stesso Mezzogiorno

"Il mancato utilizzo dei fondi europei al Sud è una vergogna nazionale". Ad affermarlo è la parlamentare del Popolo della libertà, Nunzia De Girolamo, componente della Direzione nazionale del Partito. "E' ovvio, però, che sul rilancio del Sud dovranno decidere i meridionali e non certo i leghisti. Tremonti - prosegue - si affidi a Fitto che ha capacità e competenze per guidare un processo importante e determinante per il rilancio del Mezzogiorno: è compito del Popolo della Libertà ripulire e bonificare le amministrazioni pubbliche meridionali incrostate da malaffare e mediocrità. I presidenti di regione del PdL hanno una responsabilità doppia: devono risanare i danni fatti dall'assistenzialismo della sinistra e dare l'esempio. E su questo noi saremo intransigenti". Per De Girolamo "il mancato utilizzo delle risorse 2007/2013 denunciato da Tremonti è ascrivibile esclusivamente all'incapacità delle classi dirigenti meridionali più concentrate in questi anni all'arrembaggio delle poltrone e dell'occupazione delle istituzioni che a lavorare per lo sviluppo del Mezzogiorno: ora Fitto ha le deleghe per colmare ritardi, irresponsabilità e sprechi, ma deve essere chiaro alla politica e ai cittadini che il Sud si ripulisce da Sud".